Avatar: il futuro è Pandora

 

Ne ho sentite tante in merito ad Avatar. Ho sentito gridare al miracolo e ho notato la perplessità di molti.

Cosa ne penso? L’ultimo lavoro di James Cameron è tutto tranne che un film tra i film e per questo va visto e se è il caso, rivisto.

Per quanto immersi in un vortice cromatico disarmante, ipnotico e allo stesso tempo distensivo, supportato anche e soprattutto dai “redivivi” occhialoni 3D, Avatar offre una storia estremamente lineare e una cornice suggestiva e di grande spessore.

Miscelando ad arte questi due elementi, si ottiene un risultato vincente che sortisce l’effetto voluto. Il film funziona.

E funziona perché si muove su due livelli: quello della semplicità (dei pupazzoni alieni blu dalle movenze feline insegnano agli esseri umani ciò che è giusto e ciò che è sbagliato) e quello del non detto; in cui criptico e subliminale fanno da padrone (puoi avere successo, soldi e fama, ma alla fine conta soltanto assecondare gli istinti primari e combattere per le proprie verità).

In questa Jungla stellare del 2154 dove l’accesso è negato agli esseri umani non dotati di maschere ad ossigeno, si ritorna al mito della tribù.

Dure leggi primordiali, che poco hanno in comune con le migliaia di regole che hanno fatto della Terra un pianeta dimenticato, sono l’unica arma di salvezza per la sopravvivenza e per l’evoluzione.

Impossibile non fare caso all’autocitazionismo del regista e all’irrefrenabile impulso di spingersi oltre Star Wars.

Scrivere una pagina importante nel cinema di fantascienza non è cosa facile, ma Cameron è uno del mestiere e il risultato non tradisce le aspettative.

Terminator e Alien duellano con Di Caprio e Kate Winslet sulle note di My Heart Will Go On mentre Pocaonthas e il Re Leone sono sulle tracce di Predator!

Avatar ha sicuramente un notevole potere evocativo, (tornano, rivisti e corretti, i migliori momenti del cinema dello stesso Cameron e della Hollywood degli ultimi vent’anni) e l’ indiscutibile capacità di “risolvere” le aspettative dello spettatore, che sui titoli di coda si sentirà appagato e soddisfatto.

Grande cinema ma soprattutto grandi mezzi. Seppur ideato nel 1996 non avrebbe avuto lo stesso impatto stratosferico se non fosse stato realizzato nel 2009.

Ricordo che da bambino la fantascienza era nelle mani dell’animatronica; oggi siamo lontani anni luce e il risultato si chiama Alpha Centauri.

Cosa vedremo tra dieci anni? Beh, forse questo è solo l’inizio.

By: Moriarty

www.avatarmovie.com

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